SOFFRIRE PER IL CIBO

I disturbi del comportamento alimentare diventano sempre più frequenti.
Se fino a qualche anno fa erano tipici di giovane donne, più recentemente si osservano sempre più frequentemente anche nei maschi e nelle donne di età più matura.
Su questi disturbi esiste ancora molta confusione e molti pregiudizi.
Le persone che ne soffrono vengono spesso additate come deboli, incapaci di controllarsi (nel caso del disturbo bulimico) o come dei “fissati” che voglio apparire alla moda e magri a tutti i costi (nel caso dell’anoressia) o semplicemente dei voraci ingordi (come nel caso del binge eating disorder).
Un equivoco molto diffuso è quello di ritenere i disturbi del comportamento alimentare un problema di tipo nutrizionale.
In realtà la nutrizione non c’entra niente.
I disturbi del comportamento alimentare sono delle difficoltà, sofferenze, psicologiche che si rivelano attraverso il comportamento alimentare.
Vero è che, se il problema persiste nel tempo, possono comparire delle problematiche strettamente nutrizionali che rappresentano, quindi, una conseguenza, e non la causa del disturbo.
L’esperto di queste problematiche, pertanto, è lo psicoterapeuta e non il nutrizionista, a meno che quest’ultimo non abbia specifiche competenze in questo settore o sia chiamato a lavorare in team per gestire le eventuali problematiche nutrizionali insorte.
I disturbi del comportamento alimentare segnano profondamente la vita delle persone che se sono affette, che spesso li vivono in segretezza e con sensi di colpa e di vergona.
E’ molto importante che queste persone, ai primi segnali di sofferenza, chiedano aiuto perché, gestendo le dinamiche profonde che hanno scatenato questi disturbi, possono ritrovare la necessaria serenità interiore che poi si esprimerà con un rapporto con il cibo più equilibrato.